sabato 30 dicembre 2017

I Nomadi studio & live: Tutto a posto (1974) - Un incontro / I Nomadi e Guccini live Kiwi, Modena (1979) - I Nomadi live Torino, Big Club (1985)


Le festività natalizie e la permanenza tra le mura domestiche diventano spesso l'occasione per rispolverare qualche vecchio LP, accendere il giradischi e lasciarsi prendere dalla nostalgia. Nel caso specifico, su invito di un amico, ho ritrovato sugli scaffali dei vecchi album dei Nomadi e ci siamo seduti ad ascoltare quei brani storici degli anni '60 e '70 con lo stesso rituale che avevamo da ragazzi, con la copertina che passava di mano in mano e con il commento al termine di ogni brano. Tutto ciò detto, in preda ad incontenibili rigurgiti nostalgici, ho pensato di condividere con voi alcuni prodotti della premiata ditta Nomadi, nella formazione classica con Augusto Daolio, e ho trovato qualche chicca che, spero, desti il vostro interesse. Miscelando tracce in studio e dal vivo ne è uscito questo trittico, come cadeau di fine 2017. 

I Nomadi - Tutto a posto (MC, 1974)


TRACKLIST:

01. Il confine
02. Voglio ridere
03. Isola ideale
04. Colori
05. Crescerai
06. Tutto a posto
07. Uno sbaglio
08. Mamma giustizia


FORMAZIONE

Augusto Daolio - voce
Beppe Carletti - tastiere
Paolo Lancellotti - batteria
Umberto Maggi - basso
Chris Dennis - chitarre, tastiere


Questo prodotto ha una particolarità: venne pubblicato dalla Columbia nel 1974 solo su musicassetta (MC) e su cartuccia Stereo 8. Alcuni degli otto brani qui presenti, tutti arrangiati da Vince Tempera, erano già stati pubblicati come 45 giri e vennero reinseriti in quello che doveva diventare un LP  a tutti gli effetti. L'album contiene alcune tracce celebri, quali Crescerai, Voglio ridere e Tutto a posto. Con quest'ultimo brano, divenuto un 45 giri (lato B Isola ideale) i Nomadi arrivarono alla finale dell'edizione 1974 del "Disco per l'estate". Chiude in bellezza la toccante Mamma giustizia.

La copertina del 45 giri


I Nomadi e Francesco Guccini: un incontro
Live al Kiwi, Modena, novembre 1979


TRACKLIST:

01. Intro
02. L’atomica cinese 
03. Canzone per un'amica
04. Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
05. Dio e' morto
06. Per fare un uomo
07. Primavera di Praga
08. Noi non ci saremo
09. Statale 17
10. Noi 


FORMAZIONE

Francesco Guccini - voce, chitarra
Augusto Daolio - voce
Beppe Carletti - tastiere
Paolo Lancellotti - batteria
Umberto Maggi - basso
Chris Dennis - chitarre, tastiere


Questa registrazione ricalca l'album ufficiale "Francesco Guccini & I Nomadi - Album concerto" pubblicato nel 1979 dalla EMI. Differisce dal disco ufficiale (ve la vendo come l'ho comprata) per il fatto che racchiude il solo concerto del Kiwi di Modena risalente al novembre 1979, a differenza del disco ufficiale che miscelava anche brani tratti dal concerto di Pavana (PT). Il live in oggetto divenne un docu-film - seppur non ufficiale - intitolato "Un incontro", realizzato da Silvano Agosti. Uno splendido concerto per ricordare Augusto Daolio e i suoi Nomadi al fianco di uno dei più grandi e amati cantautori italiani qual è ancora Francesco Guccini


Link 


FIRST TIME ON THE WEB

I Nomadi - Live al "Big Club", Torino, 1985


TRACKLIST:

01. Il vecchio e il bambino
02. Ho difeso il mio amore
03. Io vagabondo
04. Tra loro
05. La collina
06. Canzone della bambina portoghese (cut end)


FORMAZIONE

Augusto Daolio – voce
Beppe Carletti – tastiere
Chris Dennis – chitarra, violino
Paolo Lancellotti – batteria
Dante Pergreffi – basso


In chiusura del trittico dedicato ai Nomadi vi propongo questa rara registrazione, di cui non ho trovato traccia sul web. Si tratta dello spezzone di un concerto tenuto dai Nomadi al "Big Club" di Torino nel 1985 (giorno e mese sconosciuti) e trasmesso da RAI 1 nello stesso anno. Ricordo di essere riuscito a registrarlo su una musicassetta in modo più o meno fortunoso. Qualche tempo fa, in un vecchio scatolone, ho ritrovato la cassettina e l'ho digitalizzata, anche se - perdonatemi - la qualità sonora non è delle migliori, causa un fastidioso ronzio di sottofondo (emanato dalla TV) che si percepisce tra un brano  e l'altro. Nulla toglie però al valore storico e artistico di questo mini concerto, grazie alla presenza di brani storici quali Il vecchio e il bambinoHo difeso il mio amore e Io vagabondo.

Piccola annotazione: sulla stessa C90 ho ritrovato (e digitalizzato) un altrettanto raro concerto live degli Area 2 di Giulio Capiozzo con Jimmy Owens. Prossimamente su questi schermi,



E' proprio tutto. Buon ascolto e a risentirci nel 2018 per un altro anno denso di meraviglie musicali

Buon 2018 dal Capitano e dalla sua ciurma


Post by George

venerdì 29 dicembre 2017

Serie "Bootleg" n. 263 - Premiata Forneria Marconi - In concerto a Milano, 31 maggio 1985


Con immenso piacere Vi propongo questa “performance” della P.F.M., realizzata in un periodo non proprio tra i più felici tra quelli della produzione del gruppo di punta del Prog Italiano, infatti il concerto di cui sopra venne suonato a Milano, ahimè non ricordo proprio dove, in supporto all’album P.F.M.? P.F.M.! uscito poco prima. Ebbene parlavo di immenso piacere, da un lato perché non sono molte le possibilità di ascoltare dal vivo il gruppo milanese in quegli anni così particolari per la loro produzione, ma anche perché nel Settembre 2006 uscì il libro di Donato Zoppo : PREMIATA FORNERIA MARCONI 1971 – 2006 35 anni di rock immaginifico, Editori Riuniti, ebbene avemmo l’onore di avere ospite l’autore, seppur solo telefonicamente, alla trasmissione From Genesis to Revelation con mastro Renato Scuffietti squisito padrone di casa, ed in quell’occasione contestavo all’amico Donato il giudizio estremamente negativo espresso in merito all’album pocanzi menzionato, cito testualmente : “Nel 1984 la Premiata tocca il punto più basso della propria carriera con PFM? PFM!, un album mediocre, che non è il degno risultato delle ambiziose intenzioni.” (cit. pag. 168) e le pagine immediatamente seguenti proseguono in uno stillicidio di critiche e affossamenti, che prendono il la sin dal nome stesso dell’album: “Sembra quasi un paradosso storico: ora la PFM è alle prese con quanto di più lontano possa esserci da ciò che la rese così importante dieci anni prima. Il titolo vuole giocare sulla perdita della personalità: l’uomo disegnato in copertina, alla domanda “PFM?”, ottiene dalla donna una risposta affermativa:”PFM!”, a voler significare che non ci sono dubbi, si tratta proprio di Di Cioccio e compagni. La band ha però messo nel cassetto una volta per tutte non solo l’art rock, ma anche le piccole grandi conquiste dell’80 – 81: PFM? PFM! È un disco spiazzante in senso negativo, con il suo pop imparentato con Ultravox, Orchestral Manoeuvres in the Dark, Human League, buoni rappresentanti della musica leggera inglese così in voga nella prima metà degli anni Ottanta. Il labirinto disegnato sulla busta interna dell’LP la dice lunga…..” (cit. pag. 169 e a seguire). Nella nostra telefonata cercavo nel mio piccolo di spiegare all’amico Donato che ovviamente eravamo ben lontani da Chocolate Kings o Photos f Ghosts, Per un amico o l’Isola di niente, ma a me l’album del 1984 non era totalmente dispiaciuto: Capitani coraggiosi, Attimo di musica, “46” erano brani, anzi canzoni che si facevano ben ascoltare, non dimentichiamo che il periodo era quello di Venerdì per le Orme di qualche anno prima, e di E via per il Banco dell’anno successivo. Io ad esempio ho sempre trovato molto inferiore il successivo Miss Baker del 1987, che guarda caso fu prodromo di un lungo periodo di silenzio da parte dei nostri. Non ci fu niente da fare, e pur sempre in un’ottica di piacevole e gradevole scambio di opinioni ognuno rimase sulle proprie posizioni. Certo ricordo anche io il cambiamento di look come fatto notare dallo stesso Donato: capelli corti, camicie sgargianti, una partecipazione a l’Orecchiocchio suonando Capitani coraggiosi in assoluto playback con un look glamour da far invidia ai Duran Duran o ai Depeche Mode, però insomma… Beh ditemi Voi.

 
Entrando nel merito del concerto lo stesso Donato dedica alla tournèe alcune righe finali nell’ambito della recensione dell’album: “I concerti della PFM proseguono ma nelle esibizioni la band soffre di uno sdoppiamneto di personalità : i nuovi brani accanto ai classici (ma anche ai pezzi dell’ 80 – 81) sono troppo stridenti, anche questo porta la band a meditare un momento di riflessione. I concerti evidenziano la solita abilità live del quintetto, i soliti grandi virtuosismi di Mussida, ma una scaletta che mette impietosamente a confronto Impressioni di settembre (tra l’altro in nuova versione), Celebration (che qui tra l’altro non è presente, dovrei chiedere al solito pusher Gigi che mi procurò il concerto, anche se temo una sforbiciata per far stare il tutto nella cassettina da 90 minuti… MALEDIZIONE!!! – ndr) e Dolcissima Maria con le più recenti Bi bi bop, Marlon Brando e via dicendo” (cit. Pag. 173).

La line up del concerto dovrebbe essere la solita di quegli anni : Franz Di Cioccio frontman coadiuvato nella batteria da Walter Calloni, Franco Mussida, Jan Patrick Djivas e Lucio “non solo violino” Fabbri.



Per quanto riguarda il concerto, nel primo cd Impressioni di Settembre apre in una versione alquanto modificata seguita in soluzione di continuità con Come ti va? Partono poi le canzoni dell’ultimo album: Capitani coraggiosi e Marlon Brando, a seguire Quartiere Otto con un ispiratissimo Patrick Djivas ed anche qui con soluzione di continuità una Dolcissima Maria con uno struggente Mussida. Segue e chiude il primo cd Suonare Suonare che nella suddetta cassetta si interrompeva probabilmente per girare il nastro terminato, da qui a metà il salto ed il mini assolo di Mussida a concludere.

Nel secondo cd si torna a brani del nuovo album : Be be bop con un Lucio Fabbri solista, a seguire un rifacimento di Bach che ben descrive Donato Zoppo nel suo libro a pagina 174: “Sorpresa positiva è stata l’esecuzione di un pezzo di Bach riarrangiato dai vecchi marpioni e assolutamente inedito che sarà ripreso in Colazione a Disneyland su Miss Baker” (e che probabilmente faceva far presagire la commistione tra musica classica e PFM di molti anni dopo con PFM in classics. Ndr) e “46” con un intro arpeggiato di Mussida da paura. Maestro della voce con la dedica finale di Franz al maestro Demetrio con accenni finali ai suoi vocalizzi, Si può fare col riff finale di Impressioni di Settembre, col quale probabilmente si chiudeva il concerto. Bis con Chi ha paura della notte e cassettina che anche qui finisce e fa finire la registrazione del concerto. E’ un vero peccato! Sono certo che E’ Festa mai sarebbe mancato in un concerto della PFM, ma chissà dove Gigi l’avrà fatta sparire. Amici, purtroppo dovete accontentarvi, mi auguro che quanto qui pubblicato, seppur parziale sia ugualmente di Vostro gradimento, sono pur sempre 95 minuti di musica di un periodo forse non felicissimo per il nostro amato gruppo ma assolutamente godibili sotto tutti i punti di vista. Buon ascolto e buona salute a Voi tutti, Frank-One


LINK

All works by Frank-One,  post by Captain

sabato 23 dicembre 2017

Serie "Bootleg" n. 262 - Il Balletto di Bronzo - Live Nearfest 2000 (soundboard)


TRACKLIST:

01. La discesa nel cervello 
02. Tastiere isteriche 
03. Tecnoage 
04. Donna Vittoria 
05. Introduzione 
06. Primo incontro 
07. Secondo incontro 
08. Terzo incontro 
09. Epilogo 
10. Love in the Kitchen 
11. Il castello 


FORMAZIONE

Gianni Leone - tastiere, voce
Riccardo Spilli - batteria, percussioni
Alessandro Corsi - basso


Ultima strenna pre natalizia, almeno per me. Ritorna sulla Stratosfera uno dei grandi miti del prog italiano fin dagli anni '70. Si tratta del Balletto di Bronzo in una delle sue tante reincarnazioni volute dall'inossidabile Gianni Leone. Questo concerto è stato registrato al NEARfest edizione 2000 e ci è stato regalato ancora una volta dall'amico Marco Osel. 

Ricordiamo che il NEARfest è un evento articolato su due giorni che si svolge all'inizio dell'estate a Bethlehem, in Pennsylvania e raggruppa band di progressive rock provenienti da varie parti del mondo. Nato nel 1999 su iniziativa di Robert LaDuca e Chad Hutchinson, è rapidamente diventato uno dei principali festival di rock progressivo a livello internazionale. Per questa seconda edizione gli organizzatori invitarono anche il Balletto di Bronzo (veramente un grande onore), unica band italiana presente, che si esibì il 18 giugno al fianco di gruppi quali Transatlantic, Happy the Man, Anekdoten, Pär Lindh Project, DFA, Thinking Plague, North Star, Nexus.Ad iniziare dall'edizione 2003 la NEARfest Records pubblica un CD con una selezione delle migliori performance del festival. Del 2005 è in circolazione anche il DVD.


Il concerto del Balletto di Bronzo non è quindi stato ufficialmente pubblicato. In compenso, seppur in modo circoscritto, è circolato questo bootleg, di ottima qualità (trattasi di soundboard), seppur registrato su un unico file. Il concerto, della durata di oltre 57 minuti, è presentato nella sua veste integrale. Oltre all'immancabile riproposta di "Ys", il trio (con Riccardo Spilli e Alessandro Corsi al fianco di Gianni Leone) presenta brani dal live "Trys" più qualche altro ripescaggio d'annata quale Donna Vittoria. Un  grande concerto che conferma, ancora una volta, la grandezza di questo gruppo. Al di là della superba registrazione, si tratta di uno dei migliori concerti live in circolazione del Balletto di Bronzo. Tutte le foto qui postate risalgono proprio al NEARfest 2000.
Buon ascolto 




Post by George - Music by Osel


mercoledì 20 dicembre 2017

Ars Nova - 1977/1978 - Singoli


TRACKLIST :

01 Who are you kidding? (1977)
02 A virgin case (1977)
03 Due corpi in armonia (1978)
04 Moquette (1978)

 

Brevissima premessa by Captain: questo post è un'integrazione di quest'altro post, pubblicato alcuni giorni or sono dal nostro amico George. Ringrazio dunque l'amico Frank-One, grazie al quale ora è disponibile sulla stratosfera l'opera omnia degli Ars Nova, e gli lascio tosto la parola...

 Non è facile per me accompagnare come mia consuetudine con idonee parole questo complemento di post ed i brani che lo compongono. I due 45 giri, il primo del 1977 in lingua inglese ed il secondo del 1978 in italiano, sono veramente easy, tanto da non poterli definire assolutamente prog, al massimo POP, quel pop di maniera in auge in quegli anni: testi inconsistenti, musiche di accompagnamento prive di ogni virtuosismo, con corti finali di chitarra a volte elettrica a volte acustica, ma nulla di che. Insomma cari amici, una integrazione finalizzata a soddisfare quella nostra passione che sovente definiamo completismo, ma almeno questa volta nulla più. Buon ascolto e a presto con ben più "succose" proposte. Frank-One



Words e music by Frank-One, posted by Captain

martedì 19 dicembre 2017

Devogue - 1997 - Devogue (Francesco Messina, Alice. Pino Pinaxa, Juri Camisasca, etc.)


TRACKLIST:

01. Midnight Bells 3:32
02. Souvenir 3:09
03. In piedi su uno specchio 3:56
04. Electric Shell 2:17
05. Mental Detector 7:41
06. Broken Blossom 3:34
07. Good Morning Lahasa 2:28
08. Le condizioni del tempo A.M. 4:56
09. Brisez La Glace 1:36
10. Are You Happy? 1:57
11. Palmenhaus 3:23
12. I'm Writing In The Rain 1:20
13. Il cielo sopra il cielo 2:10
14. Le condizioni del tempo P.M. 5:05


MUSICISTI

Francesco Messina - tastiere, synthesizers, vibrafono e Sound Programming (in tutti i brani)
Pino Pinaxa Pischetola - drum machine, sampling, processing (in tutti i brani)
Alice - voce (in 1,3,8,11,13)
Stefano Battaglia - piano acustico (in 1,5,8,14)
Gavin Harrison - percussioni (in 2)
Mino Di Martino - voce (in 11, 13, 14)
Juri Camisasca - voce (in 6)
Bruno Romani- sax (in 7)
Mauro Spina -Wave Drum (in 6)
Roberto Mazza - oboe (in 11)
Agnes + Fred - computer generated voices (in 1,12)



Altro colpaccio dell'amico Osel che anche in questa occasione ha estratto dai suoi archivi un disco splendido e di non facile reperibilità. Dietro l'impenetrabile nome di "Devogue" si nasconde una schiera di musicisti italiani, peraltro a noi della Stratosfera ben noti, capitanati da Francesco Messina. Per realizzare questo omonimo disco pubblicato nel 1997 dalla Compagnia Nuove Indye, Messina ha raggruppato intorno a sé gente del calibro di Alice, Pino Pinaxa Pischetola (che ricordiamo al fianco di Franco Battiato nel Joe Patti's Experimental Group), Juri Camisasca, che si limita però a cantare in Broken Blossom, Mino De Martino (ex Giganti, Telaio Magnetico e Albergo Intergalattico Spaziale), Stefano Battaglia al pianoforte e, alle percussioni in Souvenir, nientemeno che l'ex batterista dei Porcupine Tree e poi dei King Crimson, Gavin Harrison. Gli altri componenti del gruppo sono indicati nella line up.


A cominciare da Francesco Messina (vicino a Battiato fin dalla metà degli anni '70), gran parte dei musicisti e cantanti ospiti, in particolare Alice, Pinaxa e Camisasca, sono legati artisticamente al "maestro" (termine che, peraltro Battiato, detesta). I suoni che scaturiscono dall'album sono assolutamente meravigliosi, all'insegna di una sperimentazione alquanto raffinata, dove dominano tastiere elettroniche, drum machine, filtri vocali e computer programming. Il CD, dalla data di pubblicazione, non è più stato ristampato.

Grazie Osel, per questo bel cadeau pre natalizio. A voi tutti buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

domenica 17 dicembre 2017

Vari - 2007 - It's Christmas time + Slowfeet

Certo, quelli che Vi presento sono due lavori “abbastanza” recenti in quanto datati 2007, ma è altrettanto vero che non ho trovato nulla di più indicato per questo particolare periodo, e quindi :
IT‘S CHRISTMAS TIME


TRACKLIST :

01 Do They Know It' S Christmas
02 Christmas Rhapsody
03 Merry Christmas
04 Come Christmas, Come Love
05 Happy Xmas (War Is Over)
06 Slow Xmas Song
07 Child Of The World
08 Fortunes Of War
09 Acqua E Cenere
10 Overture


E’ questo una bella antologia di brani natalizi e non solo, interpretati da tanti “amici” unitamente ad altri artisti certamente famosi seppur magari marginali al nostro mondo, ma questo è l’album nella sua interezza, e così abbiamo la tanto cara ed amata PFM ( a proposito entrambi i CD uscirono per la casa editrice e discografica Aereostella dell’amico Franz e di sua moglie Iaia, per cui una visita al loro sito è il minimo per sdebitarci ), seguita da una delle tante derivazioni New Trolls, ovvero La Leggenda dei New Trolls con De Scalzi e Di Palo in prima fila, e poi Vic Vergeat, da molti ritenuto svizzero per la sua attività con i Toad, ma in realtà italianissimo di Domodossola e all’anagrafe Vittorio, oggi presente nel Bel Paese con un ottimo repertorio blues. E inoltre Sinestesia, interessantissimo gruppo del New Prog 2000, Sarah Jane Morris, Fish (non credo necessiti di presentazione), Ania, Paddy Moloney & the Chieftains, ma soprattutto ancora LatteMiele, attenzione con Vitanza presente anche ne La Leggenda dei New Trolls, così come Franz Di Cioccio e Patrick Djivas aiutano Vic Vergeat nel brano da lui interpretato, e last but not least, SlowFeet.


SLOWFEET : ELEPHANT MEMORIES

 
TRACKLIST :

01 My Generation 
02 All Along the Watchtower
03 The Last Time
04 Manic Depression
05 White Room
06 Dr. Robert
07 We've Got to Get Out of This Place
08 A Whiter Shade of Pale
09 All Day and All of the Night

Ricordate i supergruppi di buona memoria? Crosby, Stills, Nash & Young, Emerson Lake & Palmer, in tempi più recenti gli Asia, e qui in Italia il Supergruppo, i Crystals, ecco! Nel 2007 5 Signori che non necessitano di alcuna presentazione, eccezione fatta forse per Reinhold Kohl, più noto come fotografo, decidono di unirsi e produrre un album sul quale all’interno del libretto di accompagnamento scrivono quanto segue: ”Questo disco non è una raccolta di canzoni più o meno famose, ma una bisboccia elettrica, nata frugando nella memoria. Abbiamo ripensato al Beat, ci siamo immersi nel Rock, prendendo la strada del blues. E’ una ricetta personale, che nasce dalla curiosità di suonare oggi, da “ragazzi adulti” e dopo anni di palchi e note, alcuni brano dei nostri eroi. Più che un tributo, è il contributo di cinque amici al servizio del blues, per condividere buona musica in occasione dell’anniversario dei 50 anni di rock’n’roll”.


Ma chi sono i nostri Magifici 5? A parte il già citato Reinhold Kohl, abbiamo Vittorio De Scalzi e Franz Di Cioccio (beh, permettetemi di non dover scrivere nulla su questi due miti), Lucio “Violino” Fabbri, che definirei anche “Prezzemolino” Fabbri, data la sua presenza in moltissimi progetti, tra i quali la PFM dagli anni 80 in poi, seppur in alterni momenti, e infine Paolo Bonfanti, noto bluesman italiano agli esordi con i Big Fat Mama, per poi proseguire con una carriera solista che ha prodotto una quindicina di dischi, e negli ultimi anni ospite fisso in tournèe con la Treves Blues Band del grande Fabio Treves, che tra l’altro, a chiusura del cerchio, compare con la sua magica armonica nei due brani The last time (Rolling Stones) e A whiter shade of pale (Procol Harum). Insomma gli Slowfeet hanno buona, ottima memoria, una memoria d’elefante come si suol dire, e qui scavano nella loro ricordandosi degli Who, di Jimy Hendrix, dei Cream e chi più ne ha più ne metta. Bene! Cari amici, un altro anno si sta concludendo, è stato a parer mio un anno estremamente positivo per la meravigliosa creatura del Capitano e dei suoi sodali, da George ad Albe, dal neo arrivato Osel ad Andrea e a tutti gli altri amici che colpevolmente qui non cito ma che sanno di essere nei miei pensieri. A loro e a tutti Voi i miei più cari auguri per un Buon Natale ed un meraviglioso 2018 pregno di Good Vibrations. Frank-One


LINK It's Christmas time
LINK Elephant memory
 
Post by Frank-One with a little captain's hand

mercoledì 13 dicembre 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 37 - Atomic Rooster: Italian Tour 1971-1972


PREMESSA
Archeologia del rock, cari amici. Sono di scena i grandi Atomic Rooster, una band che ho amato e seguito sin dai loro esordi. Lo spunto per questo corposo post me lo ha fornito ancora una volta l'amico Osel, che ci ha regalato un inedito concerto del 1972, registrato al Bobo Club 2000 di Modena. 

Fondatori del cosiddetto "dark progressive", gli Atomic Rooster si formano nel lontano 1969 (l'anno del gallo - rooster - secondo il calendario cinese). Il primo nucleo comprende il tastierista Vincent Crane e il batterista Carl Palmer, entrambi reduci dai Crazy World di Arthur Brown. Con l'ingresso del bassista Nick Graham il trio entra in sala di registrazione nel 1970 per incidere l'omonimo primo album. Questa line up durerà pochissimo. Iniziano i cambi di formazione (una delle loro caratteristiche, causa i disturbi caratteriali di Crane) e nel 1971, anno di grazia della band, registrano il capolavoro "Death Walks Behind You" e  il 45 giri Tomorrow's Night che si piazzeranno entrambi nei Top 20 inglesi. Nel mese di agosto viene pubblicato un altro LP, "In Hearing of Atomic Rooster", con l'innesto del cantante Pete French.  Nel 1972 la formazione vede un nuovo cambio ed entra l'ex Colosseum Chris Farlowe, con la sua voce tuonante. Seguirà una svolta più melodica e orientata al funk con gli album "Made in England" (1972) e "Nice 'N Greasy" (1973).

La prima formazione degli Atomic Rooster nel 1970
Giunti al declino, gli Atomic Rooster concluderanno in modo indegno la loro carriera, tra l'altro proprio in Italia, dove Vincent Crane scapperà con la cassa al termine del tour promozionale di "Nice 'N Greasy". Negli anni '80 Crane tenterà la resurrezione di Lazzaro, con una riesumazione, senza storia, degli Atomic Rooster. Vincent Crane scomparirà il 14 febbraio 1989.

Piccola curiosità: nel 2016, previo permesso da parte della vedova di Crane, una nuova formazione degli Atomic Rooster, comprendente due membri storici quali Pete French e Steve Bolton, è riapparsa sulle scene per una serie di concerti. L'ultimo al Rock Festival di Cambridge il 6 agosto di quest'anno. Bontà loro.

Atomic Rooster - Live in Milan, August or September 1971


TRACKLIST:

01. Breakthrough 
02. Death Walks Behind You 
03. A  Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down 
04. Black Snake / ??? >> Sleeping For Years >> ??? 
05. Tomorrow Night 
06. Gershatzer 
07. Devil's Answer 


LINE UP
Vincent Crane - organ, piano, bass pedals
Pete French - vocals, percussion
Ric Parnell - drums, percussion
Steve Bolton - guitar


Erroneamente datato 8 gennaio 1972, questo concerto si è tenuto a Milano verosimilmente ad agosto o a settembre del 1971. Il lacunoso tour dates degli AR non lo cita nemmeno, così come molte altre date dei tour italiani. Lo collocherei quasi certamente in uno di questi due mesi per una serie di ragioni: 1) il tour supportava la pubblicazione dell'album "In Hearing Of Atomic Rooster", uscito nell'agosto 1971; 2) da ottobre 1971 a febbraio 1972 il gruppo si ridusse a trio, a seguito della defezione del cantante Pete French; 3) Chris Farlowe entrerà nella formazione a marzo 1972 per restarvi fino al marzo 1974; 4) agli inizi dell'agosto 1971 il batterista Paul Hammond e il chitarrista John Du Cann abbandonarono la formazione per formare i Daemon lasciando il posto a Ric Parnell e Steve Bolton; 5) sul finire del 1971 il gruppi si imbarcò per un lungo tour negli States e in Canada.
Questo è dunque uno dei primissimi concerti nella nuova formazione.

La registrazione è discreta ed è contenuta in un solo file della durata di 60 minuti. Il concerto si apre con Breakthrough, prima traccia del nuovo disco, per proseguire con la storica Death Walks Behind You, dall'omonimo album del 1970. Seguono altre due tracce dal nuovo lavoro. Black Snake è in medley con  Sleeping for Years. Non potevano mancare i due grandi successi Tomorrow Night (da "Death Walks", pubblicato anche come singolo) e Devil's Answer (45 giri del 1971 che arrivò al 4° posto nelle classifiche inglesi). Tra i due brani appare una bella versione di Gershatzer, brano di chiusura di "Death Walks". 


Link 


FIRST TIME ON THE WEB

Atomic Rooster - Live in Modena, Bobo Club 2000, June 1972


TRACKLIST:

01. Breakthrough
02. Save Me
03. A  Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down
04. Black Snake 
05. Stand By Me
06. Devil's Answer
07. Gershatzer


LINE UP

Vincent Crane: organ, piano, bass pedals
Ric Parnell: drums, percussion
Steve Bolton: guitar
Chris Farlowe: vocals


Anche questo rarissimo concerto, proveniente dagli archivi di Osel, non viene menzionato nel tour dates degli Atomic Rooster. E' la prima volta in assoluto che vede la luce sul web. Così lo ricorda Osel: "Era il mese di giugno, non ho la data precisa. Ricordo che ci andammo in autostop e il concerto si tenne nel pomeriggio. Al termine riuscii anche a parlare con Chris Farlowe. Il concerto fu breve, come capitava spesso all'epoca, ma molto intenso, Vincent Crane all'Hammond aveva uno stile unico!".

Il concerto propone in anteprima un brano che apparirà su "Made in England" (pubblicato nel mese di ottobre, cioè tre mesi dopo la performance di Modena), ovvero Stand By Me, nonché Save Me, che uscirà nel novembre 1972 come lato A di un 45 giri. Il resto della scaletta comprende brani già proposti nel concerto del 1971. A parte Chris Farlowe, con il suo inconfondibile timbro, la formazione non è mutata rispetto al concerto di Milano del 1971. La qualità della registrazione è discreta e le sette tracce sono separate.



Atomic Rooster - Live in Milan, 31 October 1972


TRACKLIST:

01. Stand by Me 
02. Vug 
03. People You Can't Trust 
04. Devil's Answer 
05. Gershatzer 
06. Tomorrow Night 
07. Breakthrough 


LINE UP

Vincent Crane: organ, piano, bass pedals
Ric Parnell: drums, percussion
Steve Bolton: guitar
Chris Farlowe: vocals


Ed eccoci all'ultimo concerto di questa eccezionale trilogia, unica data menzionata nel tour dates della band (miracolo!). Siamo ancora a Milano (luogo sconosciuto) il 31 ottobre 1972. Stessa formazione, ma una tracklist parzialmente rivista. "Made in England" era appena stato pubblicato, ma solo due tracce vengono proposte dal vivo: Stand By Me e People You Can Trust. Degno di menzione il ripescaggio di Vug, da "Death Walks". La qualità della registrazione è appena discreta. Il concerto è su un file unico della durata di 49 minuti.  




Annotazioni finali. Gli Atomic Rooster torneranno in Italia nel 1973, ospiti di due grandi raduni pop, il Pop Festival di Re Nudo (che ebbe luogo il 17 giugno 1973 ad Albavilla) e il celebre Be-In di Napoli, ampiamente documentato sulla Stratosfera (qui). Nel 1974, ma non vi sono certezze né testimonianze al riguardo, faranno un altro breve tour italiano per la promozione di "Nice'n'Greasy". Torneranno l'anno successivo, il 18 settembre 1975, a Pozzuoli, nella Pineta di Licola, per la Festa Nazionale, al fianco di Osanna, Battiato, Napoli Centrale, Alan Sorrenti e molti altri. Infine, nella nuova edizione creata da Crane negli anni '80, suoneranno ancora una volta in Italia, al Teatro Massimo di Genova, il 16 febbraio 1982.

Con questo è proprio tutto. Vi saluto con il consueto buon ascolto. 


Post by George, music by George & Osel, covers of Live Milan 1972 by Danilo