venerdì 30 dicembre 2016

Serie "Bootleg" n. 229 - Nuova Compagnia di Canto Popolare + Osanna - Live in Aosta, Teatro Splendor, 15 dicembre 2016 (50 anni in buona compagnia)

First time on the web


50 anni in buona compagnia tour con
"i portatori sani di napoletanità"

Chiudiamo il 2016 con un bel regalo a tutti i nostri amici. Vi serviamo insieme al cotechino con le lenticchie, al panettone e allo spumante questo spettacolare concerto di due colossi della musica napoletana: Nuova Compagnia di Canto Popolare, gruppo storico del "prog popolare" (come lo ha definito il cantante Gianni Lamagna) e Osanna, tra gli alfieri del prog rock italiano. La NCCP è in tour per festeggiare i suoi 50 anni di attività. In analogia con Le Orme, anche la NCCP ha raggiunto questo importante e ambizioso traguardo. Il concerto l'ho registrato ad Aosta, il 15 dicembre scorso, all'interno del Teatro Splendor, nell'ambito della rassegna "Saison culturelle" promossa dall'Assessorato regionale Istruzione e Cultura. Lo show è diviso in 3 set: il primo vede protagonista la NCCP, il secondo gli Osanna e l'ultimo i due gruppi insieme sul palco, occasione più unica che rara, a deliziarci con uno strepitoso finale.

E ora spazio alla musica.


TRACKLIST CD 1 
Set Nuova Compagnia di Canto Popolare

01. Ricciulina
02. La Gatta Cenerentola suite
03. Madonna de la grazia (interrotta per problemi tecnici)
04. Madonna de la grazia
05. Canzone mora
06. Moresca
07. ‘a vita è ‘na taranta
08. Capera
09. Fujenti
10. Napulitane
11. Meu core
12. Vottate ll’acqua


TRACKLIST CD 2
Set Osanna

01. In un vecchio cieco
02. Prog Garden medley:
a. Non mi rompete
b. Il banchetto
c. Luglio, agosto, settembre (nero)
03. There will be time
04. Preludio 
05. Fenesta vascia 
06. Santa Lucia / Michelemma / Santa Lucia
07. Fuje ‘a chistu paese
08. L’uomo / Purple Haze


TRACKLIST CD 3
Set Nuova Compagnia di Canto Popolare & Osanna (together)

01. Sotto il velo del cielo
02. Canzone amara
03. In galera li panettieri
04. Presentazione dei due gruppi
encore
05. Tammurriata nera
encore 2
06. Ma pecche’


FORMAZIONE NCCP

Fausta Vetere – voce e chitarra
Corrado Sfogli – chitarra classica, batteria, bouzuki
Gianni Lamagna – voce
Michele Signore – violino e mandoloncello
Pasquale Ziccardi – voce e basso
Mario Ciro Sorrentino – fisarmonica, flauti e ciaramella
Carmine Bruno – percussioni e tamburi a cornice


FORMAZIONE OSANNA

Lino Vairetti – voce solista, chitarra acustica, elettrica e armonica
Gennaro Barba – batteria
Nello D’Anna – basso
Pako Capobianco – chitarra elettrica
Sasà Priore – paino, organo e synth
Irvin Vairetti – voce e vintage keyboards


E' partito il 29 novembre 2016 dall'Auditorium di Milano il tour “50 anni in Buona Compagnia”, con cui la Nuova Compagnia di Canto Popolare presenta per la prima volta dal vivo il suo nuovo doppio album, intrecciando il proprio percorso concertistico con ospiti d’eccezione quali gli Osanna di Lino Vairetti, storica band di prog rock, in rappresentanza della ‘Buona Compagnia’. Non è il momento di ripercorrere la storia dei due gruppi, troppo noti al pubblico della Stratosfera. Va però sottolineata la sapiente contaminazione tra la musica popolare di Napoli e di tutto il Sud, riscoperta e splendidamente rielaborata dalla NCCP e i colori con la teatralità del rock progressive degli Osanna. La loro comune radice etnica trova espressione proprio in questa contaminazione. Una scelta che poteva parere azzardata: invece le due sfere musicali apparentemente distanti, sono in realtà molto vicine. La dimostrazione è nel momento in cui le due band si uniscono sul palco e 13 musicisti si integrano perfettamente, miscelando suoni a armonie vocali. Dopo Milano e prima della data aostana, il tour ha toccato le città di Bari, Roma, Firenze per proseguire a Torino e Napoli.



La NCCP apre la serata in modo minimale: sul palco salgono Fausta Vetere (unico componente della prima formazione fin dal 1966, anche se - ricordiamolo -  per ascoltare la prima prova discografica del gruppo bisognerà attendere il 1971), accompagnata da Corrado Sfogli (entrato nel 1976). Il primo brano per sole voci e chitarre acustiche è la splendida Ricciulina, tratta da quel grande capolavoro del 1974 che era "Li sarracini adorano lu sole". Ottimo il recupero de "La Gatta Cenerentola", presentata come una mini suite. Il concerto prosegue con l'intero gruppo impegnato a proporre vecchie e nuove composizioni. Tra queste ultime Napulitane, la più recente prova discografica del gruppo posta in apertura del doppio live.  Il pubblico di Aosta, che nonostante la latitudine è da sempre particolarmente caldo, ha dimostrato tutto il suo apprezzamento per i sette musicisti, in particolare per Fausta Vetere, ancora dotata di una voce splendida e potente.

 

Breve stacco ed entrano gli Osanna. Scusate, ma mi sono emozionato. La prima e unica volta che li vidi dal vivo correva l'anno 1973, in occasione di un concerto balneare (se ben ricordo erano nel campo sportivo di Borghetto Santo Spirito, in Liguria, per presentare "Palepoli"). Allora non ero ancora avvezzo a frequentare i concerti con un registratore sotto il braccio per fissarne la memoria su qualche cassetta C90 (che immancabilmente veniva inghiottita al secondo ascolto). All'insegna della tradizione Lino Vairetti & Co. hanno i volti dipinti, come le maschere della tradizione napoletana. L'apertura con In un vecchio cieco è una scarica di adrenalina. Segue il prog medley, una dedica musicale alle formazioni anni '70 a loro contemporanee: Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi e Area. Seguono due tracce dalla colonna sonora di "Milano calibro 9", There will be time e Preludio (con gli ottimi inserti di chitarra elettrica suonata da Pako Capobianco, musicista di grandissimo talento). Il set prosegue con spezzoni tratti da "Palepolitana" e si chiude con le classiche Fuje 'a chistu paese e L'uomo.


La terza ed ultima parte è la chicca della serata: le due formazioni si uniscono sul palco per una sezione congiunta in cui interpretano alcuni brani della NCCP, uno in particolare, lo storico In galera li panettieri, viene rivisitato in chiave rock grazie alla potente sezione ritmica degli Osanna. Bellissime le voci congiunte di Fausta Vetere e Lino Vairetti. Il primo bis è la tanto attesa Tammurriata nera. Pubblico in delirio, si canta e si balla mentre il ritmo sale di intensità. Sembra che sia finita qui. Ma il pubblico di Aosta non è ancora appagato. A gran voce i 13 ritornano sul palco per proporre Ma pecchè. E' il saluto finale. Resta il ricordo di una serata eccezionale e la registrazione audio, a memoria di questo evento. Enjoy!!

Raccomandazione finale. Non accontentatevi di questa registrazione. Procuratevi sia il doppio CD della NCCP (che dà il titolo al tour) che il live degli Osanna, "Pape Satan Aleppe", peraltro in confezione digipack e con molti brani non inclusi in questo concerto. Entrambi contengono un booklet con foto e info varie. In occasione del concerto venivano venduti a 10 euro l'uno. E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto.



Post by George


BUON 2017 A VOI TUTTI
dal team della Stratosfera


mercoledì 28 dicembre 2016

Franz Di Cioccio - 1992 - Lupus in fabula


TRACKLIST :

01 Virgilio è ballabile
02 Tatum
03 Il cerchio
04 Miserere nobis
05 I ragazzi di dove
06 I pesci
07 Uccello ferito
08 Today


Cari amici, come promesso nei commenti al bel post, dell'amico George, dedicato al lavoro di Flavio Premoli, ecco un'altra prova solista da parte di uno storico componente della gloriosa PREMIATA FORNERIA MARCONI, ovvero il mitico Franz Di Cioccio che, nel 1992, se ne uscì con l'album "Lupus in fabula". Per la prima volta, da quando collaboro a questo blog, vorrei fare un... chiamiamolo giochino, ovvero io mi asterrò da qualsiasi commento, augurandomi siate voi a scrivere le note che riterrete più opportune. Mi preme sottolineare solo come, in questo lavoro, oltre all'autore, abbiano preso parte fior fior di musicisti, dal basso del sodale Patrick Dijvas a Carmelo Isgrò (Celentano, Anna Oxa, Antonella Ruggiero ma anche decine di altri artisti), alla chitarra quello che io reputo uno dei più grandi chitarristi italiani, Andrea Braido, alla partecipazione dell'allora giovane Gatto Panceri, insomma un gran bell'ensemble. Io resto in attesa dei vostri commenti. Buon ascolto e buona salute a tutti, Frank-One.



Post by Frank-One

mercoledì 21 dicembre 2016

Flavio Premoli - 1983 - Flavio Premoli (vinyl)


TRACKLIST:

Side A
01. La collina 4:55
02. Varese (strumentale)  4:03
03. Ma che sole sarà  3:44
04. Il marinaio  5:15

Side B
05. Acqua di mare  4:08
06. Angelillo  3:48
07. Donna fumetto 4:04
08. Bianco & azzurro  2:12
09. Cose di piazza  3:31


FORMAZIONE

Flavio Premoli - tastiere, fisarminica, voce
Geoff Westley - tastiere, voce
Phil Palmer, Paul Keogh - chitarre
Guy Barker, Chris Hunter, Malcolm Griffiths - fiati
Pete Van Hooke, Stuart Elliott - batteria
Mo Foster, Paul Westwood - basso
Rossana Casale - voce


Ho cercato questo album sul mercato del vinile, in quanto mai ristampato in CD dalla sua data di pubblicazione (1983) e pressoché introvabile sul web, nella speranza o addirittura nella certezza di ascoltare le evoluzioni tastieristiche di Flavio Premoli, a cui ci eravamo abituati, e invece ho provato una profonda delusione. Vi sono musicisti che affrontano la loro prima prova solista percorrendo le strade della ricerca musicale e della sperimentazione, altri che si adagiano sulle note di un pop morbido e facilone. Ecco, Flavio Premoli appartiene a questa seconda categoria. 

Nulla di più lontano dai suoni prog della Premiata Forneria Marconi, in cui Premoli militò fino al 1980 (salvo i ritorni nel "gruppo madre" alla fine degli anni '90). Possiamo dire che Premoli volle voltare decisamente pagina, prendendo le distanze dai suoni che caratterizzarono tutto il suo percorso musicale con la PFM. Qui ci troviamo di fronte ad un pop/funky (?), indubbiamente ben confezionato, ma privo di qualunque emozione, Un album che dopo averlo ascoltato te lo sei già scordato. Piattume totale. Peccato, Flavio Premoli, sarebbe stato sicuramente in grado di realizzare un disco di ben altra levatura. Come si diceva a scuola? Il ragazzo è intelligente, ma non si applica abbastanza e potrebbe fare di più. Il disco ebbe in effetti scarsissimo successo. Non basta la voce di Rossana Casale (con la quale Premoli iniziò un sodalizio artistico)  e la schiera di ottimi musicisti inglesi a risollevarne le sorti. Per la cronaca l'album venne registrato negli studi Lansdowne Parsifal e remixato al Manor Studio di Londra. Collaborò ai testi Giangilberto Monti. Nonostante tutto ciò resta confermata la mia bocciatura. Sono stato cattivissimo, lo so, nonostante l'approssimarsi del Natale. Se la pensate diversamente fatemelo sapere attraverso i commenti. Buon ascolto. 




Post by George

martedì 20 dicembre 2016

Gualtiero Accornero Blues Band


Gualtiero Accornero, chitarrista torinese (Torino, 1948) dilettante appassionato di blues tradizionale, in particolare del blues elettrico, o di città (il Chicago Blues), si avvicina alla musica nel '65, con il basso, suonando originariamente brani strumentali degli Shadows passando poi dal “beat” al “pop” e facendo parte di alcuni storici "complessi" torinesi degli anni sessanta. Attratto poi dalle sonorità della chitarra elettrica imbraccia questo strumento dedicandosi inizialmente al "rock", al "blues-rock" di Johnn Mayall e dei Ten Years After e all'ascolto del jazz" di Wes Montgomery. Alla fine del 1969, superando un provino, entra nel complesso torinese Gli Alluminogeni, fondato dall'organista-cantante Patrizio Alluminio che, in quel periodo, ha all'attivo l'incisione di due 45 giri ed un LP in progetto. Per scelta personale però abbandona subito la carriera professionistica per dedicarsi completamente al "blues-rock". Si dedica anche al genere “fusion” suonando in alcune band torinesi dei "gruppi di base" degli anni ’70 e studiando sotto la guida del virtuoso chitarrista torinese Marco Roagna.

Scopre infine la sua grande passione per il blues e nel 1982 fonda la “Chicago blues trails” una tra le storiche blues-band torinesi da cui ha inizio la tradizione blues nella nostra città. Verso la fine degli anni ‘80, scoprendo di essere diventato un “purista” del blues, abbandona il palco per dedicarsi all’ascolto ed allo studio del blues rurale e tradizionale.

Si perfeziona poi presso il Centro Jazz di Torino frequentando un corso di chitarra blues tenuto da Dario Lombardo, chitarrista che ha all'attivo collaborazioni con famosi bluesmen di Chicago. Avendo l’occasione di ascoltare al Folk Club di Torino alcuni grandi bluesmen, tra i quali J. Lee Burnside, Frank Frost, Honeyboy Edwards, Bob Margolin, Lousiana Red e John Hammond, e la fortuna di ricevere da loro qualche consiglio, decide di imbracciare nuovamente lo strumento elettrico per dedicarsi completamente a questo genere musicale.


Nel 1993 da un gruppo di musicisti appassionati del blues nasce la Gualtiero Accornero Blues Band e si consolida all'inizio del 1996 prendendo nome dal suo fondatore, con l'intento di far sopravvivere ill blues, genere musicale tradizionale, origine della musica moderna, attraverso una seria continuità di intenti artistici, culturali e divulgativi senza scopo di lucro. Il progetto blues di Gualtiero Accornero è quello di proporre un repertorio composto esclusivamente da brani "standard" dello stile di Chicago, nel rispetto della più pura tradizione, sia nella scelta dei suoni che degli arrangiamenti.

Blues (live sessions)
Gualtiero Accornero: electric guitar and vocals
Roberto Ferrero: piano and keyboards
Franco Prisco: harp
Raffaella Ranieri: bass
Fabrizio Faule: drums

01 - Caledonia - 6:01 - Hollywood Fats Blues Band (Moore) - Claxon Club, Turin (January 19, 2002)
02 - Help me - 6:15 - Sonny B. Williamson II (Williamson) - Claxon Club, Turin (January 19, 2002)
03 - Walking thru the park - 3:06 - Muddy Waters Blues Band (McKinley Morganfield) - Claxon Club, Turin (January 19, 2002)
04 - Got my mojoworking - 5:23 - Muddy Waters Blues Band (Preston) - Claxon Club, Turin (January 19, 2002)

Blues (home-studio sessions) 
Gualtiero Accornero: electric and acoustic guitars, slide guitar, dobro, lap-steel guitar, harp[*] and vocals
Roberto Ferrero: piano and keyboards
Franco Prisco : harp
Raffaella Ranieri: bass
Maurizio De Nardi: drums

05 - Delta theme - 0:16 - By Gualtiero Accornero (website's opening theme) - Home-studio recording (march 2008)
06 - Blow and shuffle - 2:48 - By Gualtiero Accornero & Franco Prisco - Home-studio recording (december 2004)
07 - Mojo hand - 3:34 - Sam Lay Blue Band (Lightin' Hopkins) - Home-studio recording (december 2004)
08 - Woman in trouble - 5:01 - Carey Bell Blues Band (Carey Bell) - Home-studio recording (december 2004)
09 - Hoochie coochie man - 3:35 - Muddy Waters Blues Band (Willie Dixon) - Home-studio recording (december 2004)

Instrumental rock (home-studio sessions) 
Gualtiero Accornero: electric and acoustic guitars, slide guitar, dobro, lap-steel guitar, bass

   
10 - Apache - 3:00     - The Shadows (Jerry Lordan) - Home-studio recording, with electronic drums (february 1994)
11 - 36-24-36 - 1:49 - The Shadows (Harris - Marvin - Meehan - Welch) - Home-studio recording, with electronic drums (february 1994)
12 - Adventure in paradise - 3:58 - The Atlantics (D. Cochran - L. Newman) - Home-studio recording, with electronic drums (february 1994)
13 - Sleepwalk - 2:59 - The Shadows (Santo & Johnny Farina) - Home-studio recording, with electronic drums (february 1994)
14 - Hawaiian fitting - 2:08 - By Gualtiero Accornero - Home-studio recording, with electronic drums (may 1994)

LINK

post by GROG & Captain

P.S. - Tutti i brani di questa raccolta sono liberamente ascoltabili (e scaricabili) sul sito ufficiale dell'artista, al quale vi rimando con piacere. Guarda caso il sito si chiama Bluesband...

domenica 18 dicembre 2016

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 12 - Genesis - "The Lamb Tour" live in Torino, Palasport, 24 marzo 1975



Più che un concerto una leggenda. I Genesis portarono in giro per il mondo il loro "The Lamb Lies Down On Broadway Tour" nel corso del 1974-1975. L'unica tappa italian del tour, in un momento dove i palasport italiani erano disertati dai grandi gruppi stranieri, causa la ben nota stupidità e delirante protesta politica dei soliti idioti facinorosi (permettetemi questo sfogo dopo più di 40 anni), i Genesis, memori dell'affetto loro riservato alcuni anni prima dai fans italiani, regalarono al popolo di Torino questo magico concerto. Il fatto che Peter Gabriel presenti quasi tutto il concerto in italiano la dice lunga sulla sua simpatia verso l'Italia.


Bene, conclusa questa doverosa prefazione, passiamo al concerto, veramente memorabile. La location era il Palasport di Torino, nel Parco Ruffini, la data quella del 24 marzo 1975. Palazzetto pieno all'inverosimile. Rivedere i Genesis a un anno di distanza dal "Selling England Tour" e sentirli suonare dal vivo l'intero "The Lamb Lies Down On Broadway" uno dei concept più memorabili della storia del rock, fu un'esperienza assolutamente indelebile. 


TRACKLIST DISC 1:

01. Intro / The Lamb Lies Down On Broadway
02. Fly On A Windshield
03. Broadway Melody
04 Cuckoo Cuckoon
05. In The Cage
06. The Great Parade Of Lifeless Packing
07. The Story of Rael / Back In NYC
08. Hairless Heart
09. Counting Out Time
10. Carpet Crawl
11. The Chamber of 32 Doors / Story Of Rael II
12. Lillywhite Lillith
13. The Waiting Room


TRACKLIST DISC 2:

01. Anyway
02. Here Comes The Supernatural Anaesthetist
03. Interlude / The Lamia
04. Silent Sorrow In Empty Boats
05. The Colony Of Slippermen
06. Ravine
07. The Light Dies Down On Broadway
08. Riding The Scree
09. In The Rapids
10. It
11. The Musical Box
12. Watcher Of The Skies


LINE UP

Peter Gabriel - lead vocals, flute, percussion;
Steve Hackett - lead guitars, effects;
Mike Rutherford - bass, guitars, bass pedals, backing vocals;
Phil Collins - drums, percussion, backing vocals;
Tony Banks - keyboards, 12 strings guitar.


Al termine dell'intera performance di "The Lamb" i Genesis regalarono al pubblici italiano due loro brani storici, come bis: The Musical Box, da "Nursery Cryme" e Watcher Of The Skies, da "Foxtrot", fino all'anno prima brano di apertura dei loro concerti. Che dire? Resta il ricordo di un periodo meraviglioso ed irripetibile. Vi lascio con questa breve galleria fotografica e con il mio consueto buon ascolto.




Link CD1
Link CD2


Post by George

venerdì 16 dicembre 2016

Gianfranco Manfredi - La crisi (1972) & Biberon (1978)

 


1972 - La Crisi


TRACKLIST:

 01 La crisi
 02 Povero padroncino
 03 La proletarizzazione
 04 'O piscatore rivoluzionario
 05 'Che Brambilla
06 Avanguardo
 07 E Giuseppe leggeva Lenin
08 Sei impazzita per Marcuse
09 Quattro parole in fila
 10 L'imagination au boudoir
11 Lamento per i compagni usciti dall'organizzazione
12 C'è venuta in sogno la realtà
13 Liberiamo (Singolo del 1977)


 Breve prefatio capitanis: ringrazio l'amico Frank-One, che sopperisce alla mia poca energia di questo periodo concitato pre festivo, con un bel post già confezionato, oltretutto di ottimo valore storico e musicale. A me restava solo da postare, e son riuscito causa stanchezza a lasciarlo in bozza per una decina di giorni. Excuse-moi, mon ami... A te la parola!


Ecco due lavori di Gianfranco Manfredi, che Giangilberto Monti nel suo “Dizionario dei Cantautori” (Garzanti 2003) definisce : “Romanziere, saggista musicale, attore e sceneggiatore cinematografico nonché soggettista di fumetti. Gianfranco Manfredi tra i suoi molti mestieri è stato negli anni 70 anche cantautore, pubblicando una serie di album socialmente impegnati, ma tutti con irresistibile spirito satirico e dissacratorio nei confronti dell’ideologia di sinistra e dei suoi dogmi”. Tra l’altro, per chi ha avuto modo di vedere le immagini del Parco Lambro e del documentario : “Nudi verso la follia”, sicuramente lo ricorderà in canottiera sul palco di fianco ad un ragazzo, se non sbaglio dal nome Cristo, con problemi di droga….ma non è di questo che dobbiamo parlare. Vogliamo invece parlare del cantautore che Angiolini e Gentile inseriscono nel loro libro: ”Note di pop italiano” (Gammalibri 1977), in un capitolo denominato La Nuova Resistenza, dove di lui scrivono: “E’ la voce più gagliarda che il Movimento ha generato nell’ultimo anno con liriche e strofette che danno pizzicotti anche alla Sinistra (e alla sua elefantiasi, alle sue contraddizioni, ai suoi impacci, ai suoi cedimenti). In precedenza Manfredi (militanza all’interno di Re Nudo, simpatie per la Sinistra capace di non farsi imbottire nei luoghi comuni, anche se alternativi) aveva provato a travasare i suoi testi velenosi in un 33 giri, La Crisi, che avrà una diffusione molto limitata per i motivi che da sempre soffocano le etichette improvvisate”.
.

 Ed ecco l’album di cui sopra, quel La Crisi edizioni Lo Spettro che si aggira per l’Europa, davvero acerbo seppur graffiante, musicalmente davvero scarno e minimalista, del quale però non possiamo non citare la meravigliosa copertina disegnata da Guido Crepax, “che riporta il clima di quegli anni: il poliziotto che spara, l’operaio, il borghese, gli studenti, la pila dei testi sacri di allora”, come scrive il fratello Roberto, scrittore, autore radiofonico e televisivo in Skan-Zo-Na-Ta, la canzone umoristica e satirica italiana da Petrolini a Caparezza, ed. Skira 2016. Sinceramente non avrei altre intuizioni o commenti da proporre, un album da ascoltare a parer mio con un sorriso sulle labbra memori, per chi come me ha l’anagrafe che glielo consente, di anni ed eventi di un secolo fa. 


 Avevo aggiunto, credendo di fare cosa gradita, un singolo del 1977, quel "Liberiamo" retro di "Questa casa non la mollerò" di Ricky Gianco, presente nell’album del Parco Lambro con la famosa bestemmia, dove in origine, nel 45 giri, c’era un semplice : “porco cane…”. Solo in un secondo momento mi sono accorto fosse già presente nella Stratosfera in una precedente raccolta. Non abbiatene a male, ascoltatela ugualmente nella sua ingenuità, tanto che lo stesso Gentile nella Guida critica ai cantautori italiani (Gammalibri 1979) scriveva : “Ha saputo imporsi con un’immagine pepata e stuzzicante ai giovani del Movimento, agli incazzati, agli indiani metropolitani, a chi ha travasato il suo livore contro le istituzioni dal 68 al 77 : …per quanto anche lui sia inciampato in questo tranello (dello slogan n.d.r.) con un 45 giri, Liberiamo, un po’ rozzo, sui detenuti politici”.


1978 - Biberon


TRACKLIST:

 1 Precipitoooo
2 Sbrinati
3 Non c'eri
 4 Biberon
 5 Pagana
6 Jungla libera
7 Mai più resistenza
 8 Mass media
9 Ognuno segua il suo destino


I due album seguenti “Ma non è una malattia” (1976) e “Zombie di tutto il mondo unitevi” (l977) sono molto stimolanti ed interessanti, ma essendo stati ristampati in cd e reperibili a costi non esorbitanti preferiamo non postarli. Invece se non vado errato, ma sarete voi a correggermi, non mi sembra sia mai stato ristampato in cd l’album “Biberon” del 1979, un LP dal quale non possiamo prescindere, in primis perché frutto di quella collaborazione con la P.F.M. che generò per il gruppo milanese il sempre troppo sottovalutato : “Passpartù”, e per il cantautore appunto Biberòn. Inoltre bellissima la copertina, dove si possono riconoscere le caricature in primo piano dello stesso Manfredi e di Ricky Gianco, presente nell’album in compagnia di altri prestigiosi ospiti: Claudio Fabi, Claudio Dentes, Roberto Colombo, Giuliano Illiani (Donatello) ed altri. In ogni caso è lo stesso autore ad essere non totalmente soddisfatto del suo lavoro, tanto che, citando nuovamente Enzo Gentile e la sua "Guida critica ai cantautori italiani" si può leggere: “Nel 78, con l’aiuto della PFM quasi al completo e di un paio di citazioni di Kierkegaard, appronta il suo quarto disco, Biberon, che lo vede ancora autore di alcuni sprazzi degni di rispetto, ma in generale abbastanza distratto: infatti Manfredi si avvede del cinema, del suo fascino… Dice Manfredi che così si diverte molto di più.”Mi rivedranno in un ufficio di casa discografica quando mi avranno garantito un’autonomia ed una libertà di azione che per il momento non mi sembra neppure ipotizzabile”. Resta il fatto che in seguito, da solo o col sodale Ricky Gianco, ha pubblicato altri lavori, che nulla avevano a che vedere con l’ironia e le intuizioni di quegli anni.

Bene! Spero che il tutto sia di vostro gradimento, buon ascolto e soprattutto buona salute a tutti


LINK Crisi
LINK Biberon

Post by Frank-One (all) & Captain (nothing)

mercoledì 14 dicembre 2016

Le Orme: 1966 / 2016 - 50 anni di leggenda. Happy Birthday (Superpost)


C'era una volta...potrebbe essere l'inizio di una qualunque favola. E forse di favola si tratta, perché la storia de Le Orme (vedete come sono rispettoso dell'articolo determinativo), iniziata nel lontano 1966, si tinge di un non so che di favolistico. Le Orme compiono quest'anno 50 primavere, record che ben poche band italiane possono vantare. Il primo nucleo si formò a Marghera nel 1966 col nome  Le Ombre, per emulare gli Shadows, subito cambiato in Le Orme. Il primo singolo, Fiori e colori, risale però al 1967 (in formazione a quattro, senza Michi Dei Rossi ma con Marino Rebeschini alla batteria).  Nel corso di cinque decenni il gruppo di Marghera ha cambiato stili musicali e componenti passando dal beat alla psichedelia, dal progressive rock al rock puro, fino al pop più facilone  e masticabile degli anni '80 (che causò la fuoriuscita di Toni Pagliuca). Per fortuna l'ultima stagione musicale vede un ritorno al grande amore (che è poi anche il nostro) delle suite e delle sonorità prog degli anni '70. Le Orme sono state tra i protagonisti della Stratosfera fin dagli inizi (non si contano le compilation, i bootleg e gli album ufficiali pubblicati) e noi quest'oggi siamo qui a rendere loro omaggio e a celebrare questi "primi 50 anni". 

Tra i bootleg postati tempo fa vorrei ricordarne uno in particolare, risalente al 2012, uno dei miei primissimi contributi alla Strato, che racchiude una rara registrazione radiofonica del 1974 (la trasmissione era Supersonic, ve la ricordate?) realizzata da me all'epoca, poi - una volta postata - pubblicata un po' ovunque, da Youtube ad alcuni siti americani. Ma è giusto che sia così. La musica, una volta in rete, è patrimonio di tutti. Il link è inattivo da tempo, ma per l'occasione ho proceduto ad effettuare un re-upload. Così il concerto del 1974, che vanta uno dei record massimi di download sulla Stratosfera, è di nuovo fruibile. La recensione è QUI, mentre il nuovo link, fresco come un uovo di giornata, lo trovate qui sotto. Aggiungo anche le splendide copertine realizzate allora dal mitico Captain.




Non è mia intenzione tracciare per l'ennesima volta la biografia delle Orme, anche perché tutti voi la conoscete a memoria. Per colmare qualche lacuna basta cercare in rete. Ci sono biografie da vendere. Mi piace invece l'idea di celebrare questo loro ambizioso traguardo attraverso l'ascolto di tre concerti live, che catturano il trio, poi quartetto, poi nuovamente trio, in tre diverse fasi del loro lungo percorso musicale. I concerti risalgono al 1975 (trio Pagliuca-Tagliapietra-Dei Rossi), 1994 (quartetto senza Pagliuca, ma con Michele Bon e Francesco Sartori) e 2016 (ultima incarnazione, ancora in trio, con il solo Michi Dei Rossi quale componente originario). I concerti con Jimmy Spitaleri (con e senza Banco del Mutuo Soccorso) sono già stati ampiamente documentati e quindi vi rimando a quelle pagine, sempre qui sulla Stratosfera. Finita la premessa, iniziamo insieme questo percorso storico.

Le Orme - Teatro Storchi, Modena, 5 maggio 1975
(Serie "Bootleg" n. 226 - re-upload)


TRACKLIST (album wrap):

01. Sera (listata come "Unknown")
02. India
03. Sospesi nell'incredibile
04. I due pianeti / drums solo
05. Ritorno al Troubadour
06. Cemento armato
07. Era inverno
08. La porta chiusa
09. Collage


FORMAZIONE

Aldo Tagliapietra - voce, basso
Toni Pagliuca - tastiere
Michi Dei Rossi - batteria, percussioni


Non è una novità. Questo concerto era apparso sul bootleg "C'era un volto", pubblicato solo in Giappone. Venne postato sulla Stratosfera nel 2013 (QUI), ma il link è da tempo inattivo. Il video del concerto, di scarsa qualità, è ancora su Youtube, ma non so per quanto tempo ancora. Ho riportato fedelmente la tracklist così come indicata sul bootleg. E' una buona occasione per riascoltare Le Orme anni '70, nella formazione storica. Germano Serafin si unirà al gruppo da qui a breve. L'apertura del concerta è affidata ai due brani che formarono l'ultimo 45 giri in trio (Sera e India). Il resto è storia. 



Le Orme - Fontanarosa (AV), 14 agosto 1994
(Serie "Bootleg" n. 227)


TRACKLIST CD 1 (album wrap):

01. Collage
02. Sguardo verso il cielo
03. Una dolcezza nuova
04. Gioco di bimba
05. La porta chiusa
06. Senti l’estate che torna
07. Felona e Sorona (sintesi)
08. Maggio
09. Sera 
10. Figure di cartone 
11. Felona

TRACKLIST CD 2 (album wrap):

12. Frutto acerbo
13. Verità nascoste 
14. Storia o Leggenda
15. Fine di un viaggio
16. Los Angeles – voce Francesco Sartori 
17. Amico di ieri
18. Canzone d’amore 
19. Regina al Troubadour 
20. Se io lavoro 
21. Marinai 
22. Dimmi che cos'è 
23. L’universo
encore
24. Cemento armato/Era inverno/Blue rondò à la turk/Collage


FORMAZIONE

Aldo Tagliapietra: voce, basso, chitarra
Francesco Sartori: pianoforte, tastiere, voce
Michele Bon: organo Hammond, tastiere
Michi Dei Rossi: batteria

Grande concerto registrato a Fontanarosa (AV) il 14 agosto 1994 con Le Orme oramai orfane di Toni Pagliuca, ma con Francesco Sartori e Michele Bon in organico. Il gruppo, in forma smagliante, ripercorre praticamente la sua storia musicale, attingendo a piene mani dalla copiosa discografia. Particolarmente suggestivo il ripescaggio di Senti l'estate che torna, uno dei loro primi hit inciso nel 1968 prima della conversione al prog. Il finale è grandioso con il medley Cemento armato/Era inverno/Blue rondò/Collage. Assolutamente imperdibile. PS: sul tubo c'è anche il video. 


Link CD 1
Link CD 2

Le Orme - Teatro Atlantic, Borgaro Torinese (TO), 
16 aprile 2016
(Serie "Bootleg" n. 228)


DISC 1 - Collage live

01. Collage 
02. Era inverno 
03. Cemento armato 
04. Sguardo verso il cielo 
05. Evasione totale 
06. Immagini 
07. Morte di un fiore 


DISC 2 - Uomo di pezza live

08. Michi saluta e presenta la band 
09. Una dolcezza nuova 
10. Gioco di bimba (false start) 
11. Gioco di bimba 
12. La porta chiusa 
13. Breve immagine 
14. Figure di cartone 
15. Aspettando l'alba 
16. Michi a proposito delle vere e delle false Orme 
17. Alienazione 


DISC 3 - Felona e Sorona live

18. Michi introduce Felona e Sorona 
19. Sospesi nell'incredibile / Drum Solo 
20. Felona 
21. La solitudine di chi protegge il mondo 
22. L'equilibrio 
23. Sorona 
24. Attesa inerte 
25. Ritratto di un mattino 
26. All'infuori del tempo 
27. Ritorno al nulla 

encore
28. Audience 
29. La fabbricante d'angeli 
30. Maggio 


FORMAZIONE

Fabio Trentini: voce, basso, chitarra acustica ed elettrica 
Michele Bon: tastiere
Michi Dei Rossi: batteria, percussioni


E dopo tre concerti legati al passato eccoci giunti all'episodio finale, una lunga performance risalente alla primavera di quest'anno (16 aprile). Le Orme hanno suonato davanti ad un ristretto pubblico di nostalgici a Borgaro Torinese, cittadina nei pressi di Torino. Nuovamente in trio (con il solo Michi Dei Rossi quale membro storico), il gruppo è colto dal vivo nel corso del tour celebrativo dei suoi 50 anni. Per l'occasione ripropongono per intero i primi tre album, quelli prog: Collage, Uomo di pezza e Felona e Sorona. I brani sono suonati in modo piuttosto fedele agli originali. Alcuni di essi, come Evasione totale, Morte di un fiore e Alienazione non erano mai stati proposti dal vivo. Accompagnano Dei Rossi il tastierista Michele Bon (potremmo oramai definirlo "storico" pure lui, visto che vanta una maggiore presenza nelle Orme rispetto a Toni Pagliuca) e il cantante, bassista e chitarrista Fabio Trentini. Certo, la voce di Aldo Tagliapietra era un'altra cosa, ma che volete... dobbiamo accontentarci.


A dire il vero speravo che per il tour celebrativo dei 50 anni il gruppo riunisse i componenti originari, magari con qualche ospitata, vedasi Tolo Marton, un po' sulla falsariga del farewell tour dei Pooh. Invece niente. Quella attuale pare più una tribute band con ospite Michi Dei Rossi piuttosto che l'ultima incarnazione delle Orme. Ma non voglio infierire. Diamo loro il merito di essere ancora dei grandi professionisti. La riproposta integrale dei tre primi album non è cosa da poco. A questo tour, come sapete, si affianca la pubblicazione di una nuova versione rivista e corretta di "Felona e/and Sorona", nelle due versioni italiano/inglese. Insomma, gran fermento in casa Orme. Che dire? Auguri per un luminoso futuro.


Link CD1
Link CD2
Link CD3

...cadeau finale pre-natalizio...

Le Orme - 1967-69 - Le origini (2005)


TRACKLIST CD 1 - "Ad Gloriam"

1. Introduzione (1:19)
2. Ad gloriam (5:35)
3. Oggi verrà (2:37)
4. Milano 1968 (3:13)
5. I miei sogni (3:01)
6. Mita Mita (2:54)
7. Era un anno fa (3:02)
8. Fumo (3:30)
9. Senti l'estate che torna (2:53)
10. Fiori di giglio (3:08)
11. Non so restare solo (5:30)
12. Conclusione (1:46)
13. Tutto passerà (2:47)


TRACKLIST CD 2 - "L'Aurora delle Orme"

1. L'aurora (3:16)
2. Irene (2:39)
3. Lacrime di sale (2:57)
4. Dovunque andrai (2:58)
5. Casa mia (3:22)
6. Fiori e colori (2:35)
7. Finita la scuola (2:40)
8. Summer Coming (3:14)
9. Flowers And Colours (2:46)
10. She Lives For Today (5:02)
11. Concerto N°3 (3:10)
12. Blue rondò a la turk (3:20)



FORMAZIONE

Aldo Tagliapietra - voce, chitarra
Nino Smeraldi - chitarra
Antonio "Toni" Pagliuca - tastiere
Claudio Galieti - basso
Michi Dei Rossi - batteria


Voglio concludere il lungo post con questa bella antologia pubblicata più di 10 anni dalla piccola etichetta Crisler che raccoglie i primi due album del gruppo, "Ad Gloriam" del 1969 e "L'Aurora delle Orme" del 1970 (che peraltro era una compilation di singoli e altri brani), con in aggiunta una bella serie di bonus tracks. Qui troviamo Le Orme nella prima formazione a cinque, con Nino Smeraldi (il fondatore del gruppo nel lontano 1966) e Claudio Galieti. Con la successiva photo gallery si chiude il superpost. 

Precisazione finale (ribadisco alcuni concetti già espressi dal Captain e altri amici): i superpost sono lunghi da digerire perché molto ricchi di materiale. Come già accaduto in passato, post così corposi devono essere legati ad eventi particolari e, nella fattispecie, ritengo che valga la pena celebrare in grandezza 50 anni di attività di un gruppo storico e da noi molto amato come Le Orme. Scaricate con calma gli album (magari solo quelli che vi interessano) e con altrettanta calma ascoltateli. I giudizi e i commenti, se volete, fateli al momento opportuno. Buon (lento) ascolto a voi tutti e...

Happy birthday, Orme!







Link CD1
Link CD2

Post by George